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RESTAURATA LA STORICA CIMINIERA DI GABOLANA
La ciminiera di Gabolana

Nel 1890, l’ormai dismessa ferriera venne acquistata dall’imprenditore laniero Ferdinando Cavaciocchi, a cui successe il figlio Ciro che lo trasformò in uno dei più importanti opifici tessili della vallata, arrivando ad impiegare fino a 300 operai. Risale quindi a fine Ottocento la completa trasformazione della fabbrica e probabilmente la costruzione della splendida ciminiera alta 32 metri, recentemente restaurata, dal caratteristico coronamento ad archetti rampanti, ormai unica nel suo genere assieme a quella della Cimatoria Campolmi sede del cittadino Museo del Tessuto.
Alcuni anni più tardi però un’altra dinastia di imprenditori arrivava in Gabolana: la famiglia Lenzi.
Il capostipite, Lenzi Egisto già dal 1898 era attivo come commerciante di materie prime, e nel 1933 i suoi figli Armando ed Umberto, insieme all’imprenditore Vittorio Morelli acquistarono lo storico opificio di Gabolana, poi divenuto dal 1936 della sola famiglia Lenzi, che ancora oggi ne è proprietaria.
La ciminiera negli ultimi anni versava in uno stato di estremo degrado, e le crepe che vi si erano aperte avevano fatto inclinare in maniera preoccupante la sua parte sommitale. Avrebbe potuto essere il preludio di un film già visto numerose volte, ovvero il suo abbattimento per la messa in sicurezza dell’area. Tuttavia questa volta l’imprenditore ha caparbiamente voluto conservare questa importantissima memoria facendosi carico del suo restauro. Ha quindi individuato uno dei pochi personaggi, se non l’unico in Italia, ancora capace di eseguire un tale lavoro: Michele Tumminello; infaticabile artigiano residente a Prato che, coadiuvato dall’Ing. Pierluigi Betti, ha smontato mattone per mattone tutta la parte ammalorata, accantonando tutti i pezzi come preziosi reperti per poi rimontarli puntualmente nella loro posizione originaria. La ciminiera è quindi tornata al suo antico splendore ed anche se non verrà più utilizzata per la funzione per la quale era nata, rimarrà ancora per moltissimi anni come icona di quella tradizione tessile che in questo opificio è riuscita a rinnovarsi ed a trovare nuovo slancio.

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